
Διάστημα — Diastema
Installazione audiovisiva
Video monocanale · 3’03” · 1920 × 1080 HD · 2022
Progetto
Διάστημα è una parola greca che richiama l’idea di intervallo, distanza e spazio tra due elementi.
Diastema nasce dentro questo intervallo.
L’opera esplora lo spazio di separazione tra mente e corpo attraverso il tema dell’autopercezione del corpo femminile in relazione ai disturbi alimentari.
Non racconta semplicemente il rapporto tra mente e corpo, ma abita la distanza che può aprirsi tra loro: quel luogo sospeso nel quale il corpo continua a esistere come realtà concreta, mentre la mente tenta di disciplinarlo, trasformarlo, negarlo o liberarsene.
Il corpo è inteso come dato reale e imprescindibile, senza il quale nessuna storia umana sarebbe possibile. È insieme presenza fisica, immagine mentale, memoria e territorio di conflitto.
Il riferimento ai disturbi alimentari costituisce il punto di partenza della riflessione, ma l’opera si apre progressivamente a una dimensione più ampia, interrogando il rapporto tra identità, percezione e rappresentazione del corpo.
Poetica
In Diastema il corpo non viene osservato soltanto dall’esterno.
È il luogo nel quale memoria, immagine e coscienza entrano continuamente in relazione.
Attraverso fotografia, performance, parola, montaggio e suono, l’opera costruisce uno spazio audiovisivo nel quale la figura umana non è mai soltanto rappresentata. Diventa superficie di memoria, luogo di vulnerabilità e possibilità di trasformazione.
La figura raccolta nell’acqua appare in una condizione di sospensione: sembra cercare protezione, sottrarsi allo sguardo e, nello stesso tempo, dissolversi nell’ambiente che la circonda.
La stratificazione dei livelli visivi rende instabile il confine tra corpo e paesaggio, tra materia e ricordo, tra ciò che appartiene alla realtà e ciò che nasce dalla percezione.
La bambola smontata introduce l’immagine di un corpo artificiale, frammentato nelle sue parti e sottoposto a osservazione, manipolazione e possibile ricostruzione.
La figura umana e la bambola non rappresentano quindi due soggetti separati. Costituiscono due modi attraverso cui il corpo viene vissuto: presenza e simulacro, organismo e oggetto, esperienza e immagine.
Diastema non descrive una condizione psicologica in modo didascalico. Costruisce piuttosto uno spazio nel quale identità e alterità, controllo e libertà, presenza e assenza continuano a confrontarsi.
Corpo e percezione
L’opera indaga la distanza che può formarsi tra il corpo vissuto e il corpo percepito.
In questo intervallo l’immagine di sé perde stabilità. Il corpo non viene più riconosciuto soltanto come parte della persona, ma può diventare qualcosa da controllare, correggere, disciplinare o dal quale tentare di prendere le distanze.
La mente esercita la propria capacità di autocontrollo nel tentativo di imporre un’autodisciplina, mentre l’anima cerca una via verso la libertà, per non restare schiacciata dal peso del corpo e dal grado di separazione che li tiene a distanza.
La tensione non si risolve. Rimane sospesa nell’intervallo evocato dal titolo, trasformando il corpo nel luogo in cui esperienza, rappresentazione e coscienza si incontrano senza mai coincidere pienamente.
Citazione
«In passato sentivo di avere una testa, delle mani, dei piedi e tutte le altre membra di cui consta un corpo, che considerando come una parte di me o addirittura, magari, come un tutt’intero, ritenevo che più di qualsiasi altra cosa mi appartenesse. Quel corpo che, come per un diritto speciale su di esso, chiamavo mio.»
Cartesio
Video
Scheda tecnica
Titolo
Διάστημα — Diastema
Anno
2022
Tipologia
Installazione audiovisiva
Formato
Video monocanale
Durata
3 minuti e 3 secondi
Specifiche video
1920 × 1080 HD, 16:9
Installazione
Paola D’Orsogna
Interpretazione e performance
Paola D’Orsogna
Fotografia e montaggio
Paola D’Orsogna
Acting vocale
Paola D’Orsogna
Testo
Paola D’Orsogna, liberamente tratto da Volevo essere una farfalla di Michela Marzano
Suoni
Alex Cremonesi
Courtesy
Tecnagon
Copyright
2022 © Paola D’Orsogna
Prima presentazione
Societas — Teatro Comandini, Cesena
2022
La prima presentazione di Diastema avviene al Teatro Comandini di Cesena, negli spazi di Societas, nell’ambito di un’esperienza di acting teatrale e visivo.
La presentazione mette in relazione la dimensione audiovisiva dell’opera con la riflessione filosofica sul rapporto tra mente e corpo, disciplina e libertà.
Il lavoro nasce anche dal confronto con l’esperienza vissuta, con la filosofia cartesiana e con la lettura di Volevo essere una farfalla di Michela Marzano. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Art Therapy Italiana
Arti visive per la cura e l’espressione di sé
30 gennaio 2023
Diastema è presentata nell’ambito di The Arts of Inclusion and Connection — La Conferenza Continua 2022/2023, promossa da Art Therapy Italiana.
Durante l’incontro online, Rosaria Mignone dialoga con Paola D’Orsogna sul processo creativo dell’opera, sul rapporto tra esperienza personale ed elaborazione artistica e sulla capacità delle arti visive di diventare strumenti di conoscenza, cura ed espressione di sé.
Artista
Paola D’Orsogna si forma nelle arti visive, performative e nella time-based art presso il Central Saint Martins di Londra e il MoMA di New York.
Nel corso del proprio percorso entra in relazione con istituzioni dedicate al cinema, alle arti performative e alla formazione, tra cui la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, la Cineteca di Bologna, lo IAAD di Bologna, Societas di Cesena e Triennale Milano Teatro.
È fondatrice di Tecnagon, casa di produzione indipendente dedicata alla creazione di forme di ibridazione artistica tra cinema, teatro, fotografia, musica, performance e installazione audiovisiva.
La sua ricerca affronta in particolare i temi dell’inclusione, dell’empowerment femminile, del disagio psichico, della sostenibilità ambientale e della rigenerazione urbana. Attraverso performance, video, fotografia, poesia e suono realizza opere di breve durata. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Riferimenti
René Descartes
Riflessione filosofica sulla relazione tra mente e corpo
Michela Marzano
Volevo essere una farfalla
Societas
Teatro Comandini, Cesena



