Symphony #2 True and Eternal Bliss! + Dies Irae

Symphony #2 “True and Eternal Bliss!” + Dies Irae

Concerto performativo

Prima mondiale · 2026 · 60 minuti


Progetto

Symphony #2 “True and Eternal Bliss!” + Dies Irae è un concerto performativo con orchestra dal vivo, costruito sulle musiche di Galina Ustvolskaja, una delle voci più radicali del Novecento.

Il progetto nasce dall’incontro tra la forza fisica della musica, la presenza fragile della voce e un corpo collettivo che si organizza nello spazio.

All’interno di una struttura apparentemente non melodica emergono pressione, impatto e resistenza. Movimento e suono si intrecciano in un campo di tensione attraversato da colpi, respiri, sospensioni e improvvise concentrazioni di energia.

La musica non accompagna la scena: la attraversa. Diventa materia fisica, forza capace di agire sui corpi, modificarne la postura e mettere in relazione presenza individuale e dimensione collettiva.

Il gruppo delle performer nasce da un laboratorio condotto da Gloria Dorliguzzo e rivolto anche a interpreti non professioniste. La pluralità delle età, dei corpi e delle esperienze entra così direttamente nella costruzione dell’opera.


Il respiro

Prima della voce e prima del linguaggio, il progetto pone al centro il respiro: il primo movimento condiviso da tutti i corpi, il gesto invisibile che precede il canto, il grido e la preghiera.

Il respiro unisce una comunità e, nello stesso tempo, rende percepibile la fragilità di ogni singola esistenza.

Attraverso respirazione condivisa, voce, gesto e ripetizione, le interpreti assorbono la pressione del suono e la restituiscono come presenza viva.

Il coro emerge come un unico organismo, continuamente attraversato dalla tensione tra individuo e moltitudine, silenzio e rumore, immobilità e trasformazione.


Drammaturgia

La performance si sviluppa attraverso l’incontro tra Symphony #2 “True and Eternal Bliss!” e Dies Irae.

Il respiro apre inizialmente uno spazio di ascolto e raccoglie le interpreti in una comunità fragile, costruita attraverso l’attenzione reciproca, la vulnerabilità e la possibilità di una comunione temporanea.

Questo equilibrio viene progressivamente sottoposto alla pressione della musica. Il respiro condiviso si fa più denso e urgente; la promessa della beatitudine incontra il peso della materia e la resistenza dei corpi.

Con Dies Irae, l’azione attraversa condizioni di esposizione, durata e conflitto. Il suono persiste, passa attraverso le interpreti e rimane nello spazio come traccia fisica.

Non emerge una narrazione lineare né una promessa di redenzione. L’opera mette in scena una comunità sottoposta alle forze dell’esistenza e tenuta insieme dall’atto di respirare, ascoltare e restare presente.


Corpo, suono e comunità

Orchestra, voce e coro abitano lo stesso spazio di vulnerabilità.

Il suono destabilizza i corpi e, nello stesso tempo, li lega gli uni agli altri. Il grido individuale può trasformarsi in respiro collettivo; il gesto isolato entra a far parte di una composizione più ampia.

L’opera si costruisce intorno a una serie di soglie: tra silenzio e suono, corpo e spirito, individuo e comunità, peso e leggerezza.

Il movimento diventa il luogo nel quale la musica si rende visibile, mentre la voce resta una presenza fragile, esposta e irriducibilmente umana.


Spazio scenico

La creazione è concepita per lo spazio ex industriale di Progetto Manifattura, con la scena a terra e il pubblico disposto in relazione diretta con l’azione.

L’architettura non costituisce un semplice contenitore, ma entra nella drammaturgia attraverso superfici grezze, luce, materiali metallici e oggetti legati al lavoro e alla memoria domestica.

Incudini, martelli, tronchi, una lastra di ferro sospesa, corde, drappi, fazzoletti ricamati e una grande coperta lavorata all’uncinetto costruiscono un paesaggio materiale nel quale il suono viene prodotto, attraversato e reso visibile.

Oggetti pesanti e gesti minimi convivono nello stesso spazio, facendo emergere il contrasto tra forza e fragilità che attraversa l’intera creazione.


Video


Crediti

Regia e coreografia
Gloria Dorliguzzo

Musiche
Galina Ustvolskaja

Voce protagonista
Monica Barone

Direzione musicale e direzione d’orchestra
Gianluca Feccia

Musiche eseguite da
Orchestra Filarmonica Settenovecento Ensemble

Interpreti
Erica Bruschetti, Francesca Borso (da confermare), Paola Contardi, Olga Esposito, Carla Fedrizzi, Michela Pante, Sara Piazza, Carolina Terazzi, Antonella Zambelli

Consulenza drammaturgica e visiva
Renzo Francabandera

Vocal coach
Francesca della Monica

Insegnante di uncinetto
Cristina Mazzurana

Progetto grafico di copertina
Loredana Capelli

Coproduzione
Oriente Occidente e Tecnagon Produzioni

Con il sostegno di
Fuorimargine

Con il contributo di
Lenz e C&C Company

Durata
60 minuti

Anno
2026


Prima mondiale

7 settembre 2026 · ore 20:30

Progetto Manifattura
Rovereto

Symphony #2 “True and Eternal Bliss!” + Dies Irae debutta in prima mondiale nell’ambito della 46ª edizione del Festival Oriente Occidente.


Pagina ufficiale dello spettacolo


Accessibilità

Lo spazio è accessibile alle persone con mobilità ridotta ed è disponibile un ambiente tranquillo.

Avvertenze sui contenuti: lo spettacolo comprende suoni forti e improvvisi, musica ad alto volume e nudità integrale.


Gloria Dorliguzzo

Gloria Dorliguzzo è coreografa e performer. La sua formazione nasce dall’incontro tra danza, arti marziali giapponesi e ricerca sul corpo.

Nel corso del proprio percorso collabora con coreografi e registi internazionali, tra cui Romeo Castellucci, per il quale cura coreografie e movimenti scenici in diverse produzioni.

La sua ricerca unisce plasticità del corpo, ritmo compositivo, arti visive e materiali sonori, sviluppando opere nelle quali gesto, oggetto e spazio concorrono alla costruzione di una drammaturgia fisica.

Dies Irae, concerto performativo per donne e martelli sulle musiche di Galina Ustvolskaja, costituisce una tappa centrale di questo percorso e il punto di partenza della nuova creazione con Symphony #2 “True and Eternal Bliss!”.


Monica Barone

Monica Barone è performer e artista visiva.

La sua ricerca attraversa fotografia, teatro, danza, pratiche inclusive e creazione performativa. Dal 2017 collabora con Lenz Fondazione, partecipando a produzioni e sviluppando attività artistiche e formative rivolte anche a persone con disabilità e comunità fragili.

Nella nuova produzione interpreta la voce protagonista, lavorando sulla relazione tra specificità fisica, timbro vocale e presenza incarnata.


Galleria

Fotografie di Laura Farneti, Monia Pavoni e materiali del progetto


Dies Irae — fotografia di Laura Farneti


Dies Irae — fotografia di Laura Farneti


Dies Irae — fotografia di Laura Farneti


Dies Irae — fotografia di Monia Pavoni


Dies Irae — ensemble


Dies Irae — ensemble


Dies Irae — presentazione in Bulgaria


Dies Irae — incudine e materiali scenici


Dal progetto Dies Irae

La nuova produzione sviluppa il percorso avviato con Dies Irae — Concerto per donne e martelli, ampliandolo attraverso l’orchestra dal vivo, la presenza della voce solista, il lavoro sul respiro e l’incontro con Symphony #2 “True and Eternal Bliss!”.

«Un concerto metallurgico […] con ritmi vulcanici e martellate che sprigionano un vero fuoco sonoro di ribellione e protesta.»

Stefano Tomassini, Teatro e Critica, 2025

La ricerca iniziata con Dies Irae confluisce così in una nuova forma scenica, nella quale orchestra, voce e comunità di performer condividono lo stesso spazio di tensione e trasformazione.


Progetto europeo

La produzione fa parte di Europe Beyond Access, progetto cofinanziato dall’Unione europea e dedicato allo sviluppo delle arti performative e dell’accessibilità culturale.